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Magento Imagine 2019

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Per il terzo anno consecutivo ho avuto l’onore e l’onere di partecipare al Magento Imagine, edizione 2019.

Onore perché è l’evento principale di Magento a cui, come dico sempre, almeno una volta nella vita vale la pena partecipare.

Onere perché, diciamolo, tra ore di viaggio e ritmi sostenuti, non è proprio una passeggiata.

Quest’anno poi mi sono complicato la vita decidendo di fare tappa ad Austin, passando da Los Angeles, per un totale di 26 ore di viaggio.

Quello che segue non è un resocondo dettagliato dell’evento ma l’insieme dei momenti e degli spunti per me più interessanti.

Austin

Abbiamo avuto il piacere di far visita al Magento Engineering Team negli uffici di Austin. In realtà la sede di Austin ospita diversi team di Magento, non solo l’Engineering Team ed anzi, dopo la chiusura degli uffici di Kiev, in Ucraina, rappresenta la principale sede operativa di Magento.

Parlo al plurale perché ho avuto il piacere di viaggiare in compagnia di Marco e Riccardo (The Rick) di Magespecialist, con i quali ho condiviso dei bei momenti e l’emozione, con Riccardo, di salire sul palco e ricevere l’award come Magento Master 2019.

L’ultimo Imagine

Questa è la voce che correva da tempo anche tra i dipendenti Adobe e invece no. L’edizione 2019 non è stata l’ultima. Forse lo è stata per come abbiamo conosciuto l’evento sino ad oggi ma non c’è evoluzione senza trasformazione e anche Imagine si trasforma. La prossima edizione (dal 29 marzo al 2 aprile 2020) si svolgerà nel contesto del Adobe Summit. Cosa voglia dire di preciso non è chiaro, non sappiamo se ci saranno delle sale dedicate, se si terrà in una location diversa e se manterrà lo stesso formato, di sicuro però Imagine non scompare. Evolve.

Contribution Day

Due giorni prima dell’inizio dell’evento si è svolto il Contribution Day che poi in realtà è consistito in due giornate quasi piene.

Quest’anno l’organizzazione ha fatto capo a Magento e devo dire che, a differenza dell’anno precedente, c’è stata una affluenza nettamente maggiore.

Io ho approfittato per portare avanti lo sviluppo di una feature su MSI ma ho anche avuto il piacere di assistere un paio di ragazzi alle prime armi e di scambiare due chiacchiere con alcuni membri della community e di Adobe incontrati lì per la prima volta.

General Session

Sarà che, dopo l’acquisizione da parte di Adobe, Magento non è più un’azienda ma “soltanto” un prodotto ma ho trovato gli interventi nelle General Session più asciutti e concreti.

In particolare ho apprezzato l’entusiasmo di Aubrey Bergauer, la pragmaticità di Jules Pieri e il carisma di Gary Vaynerchuk.

Impossibile non menzionare la bravura e l’ecletticità del Master of Ceremonies, Philip Jackson, confermato per il secondo anno consecutivo, e l’entrata in scena ad effetto di Jason Wosley sulla quale Riccardo non ha potuto fare a meno di rilevare qualche somiglianza:

Breakout Session

Nelle precedenti edizioni ero tra gli speaker e devo dire che mi sono davvero goduto la partecipazione all’evento di quest’anno perché ero “senza pensieri”.

Il pensiero però ce l’aveva il mio collega Renato che ha tenuto uno speech su GraphQl e, sebbene probabilmente sono di parte, ritengo che sia stato molto bravo. Voci raccolte in giro me lo hanno confermato.

Non ho assistito a numerose sessioni ma ho apprezzato sicuramente quelle di Talesh Seeparsan sulla security e quella di Igor Miniailo sulla evoluzione dell’architettura di Magento verso un modello a “macro” servizi.

Magento Association

Tra le grandi attese dell’evento c’era sicuramente la presenza del board of directors della neonata Magento Association.

Ne vado particolarmente orgoglioso dal momento che l’anno scorso ero nella task force incaricata di insediare appunto i membri del primo board.

Per l’occasione sono state aperte le iscrizioni per diventare membri della associazione, cosa che consiglio vivamente, rimandando a questa pagina per maggiori informazioni.

A fine evento si sono contate quasi 600 iscrizioni ed è un risultato che, a detta degli stessi membri del board, ha superato le più rosee aspettative.

Magento Master 2019

Questo è stato un anno particolare per noi italiani perché per la prima volta due di noi hanno ricevuto questo award. Avevo già provato l’emozione di ricevere questo riconoscimento nel 2017 e credevo di essere immune da ulteriori emozioni quest’anno ma mi sbagliavo perché quando mi sono ritrovato dietro al video wall che stava per alzarsi sul palco dell’Encore Theatre ho cominciato a sentire le farfalle allo stomaco.

Un rigraziamento speciale a Guido che ha immortalato questo momento da un punto di vista privilegiato.

DevExchange & Networking

La terza giornata si è conclusa con il consueto appuntamento attorno alle tavole rotonde della sala Margaux del Wynn a discutere su temi di vario genere.

Io ho avuto il piacere di condurre il tavolo dedicato al tema “Diversity & Inclusion” a cui sono particolarmente legato. All’inizio non c’erano molte persone ma poi il tavolo si è riempito di individui di diverse nazionalità che hanno portato le proprie esperienze e i propri pensieri. È stato un bel momento di confronto con una community che ha nella sua eterogeneità un sicuro punto di forza.

Nella seconda fase ho partecipato ad un tavolo dedicato al tema della performance dove ho avuto il piacere di approfondire la conoscenza di Christophe Dujarric che avevo già incontrato al MageTestFest. Con Christophe si è stabilito un rapporto molto amichevole e assieme a Riccardo ho aderito al programma di contribution di Blackfire. Spero di riuscire a dare un apporto concreto a questo strumento perché avendone adottato l’utilizzo in azienda da qualche mese ho potuto verificarne l’efficacia sul campo.

Conclusioni

Come tutti gli anni, nonostante la fatica, non sono affatto pentito di aver investito tanto tempo ed energie per partecipare al Magento Imagine. È una esperienza che consente di percepire appieno le proporzioni raggiunte dall’ecosistema Magento.

Alessandro Ronchi